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Il carnevale
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“Il carnevale dei ragazzi di Arogno. Vecchia tradizione che si perde nei passati secoli, ma che precisamente non siamo ancora riusciti a datare. Sembrerebbe che ‘Zanétt’ sia il diminutivo in veneziano di ‘Zan’, il quale a sua volta significherebbe ‘Giuvann’.

 

Ma perché il veneziano ad Arogno? Sembrerebbe che i nostri artisti che emigrarono in Cecoslovacchia, Boemia, Polonia, Austria, ecc., prima di raggiungere queste Nazioni si portavano a Venezia. A quei tempi Venezia era forte e conosciuta. In quelle Nazioni sembra si facessero passare per Veneziani, perché tutti la conoscevano. Non sarebbe quindi da escludere che questa denominazione del Carnevale dei ragazzi sia stato importato da qualche emigrato.

 

Comunque sia la tradizione continua. E come? Un mese prima del giovedì grasso (antecedente il Carnevale), i ragazzi del paese, almeno quelli dai nove-dieci anni in su, si radunano, di solito sotto la guida di alcuni membri del Comitato di Carnevale del Comune. Eleggono un Comitato, composto da vari ragazzi, e tra questi il capo (o Presidente) è lo Zan. Poi il Cassiere, il segretario e il ‘portasalam’. Quest’ultimo aveva il compito, nel giro che al giovedì facevano in tutto il Comune, a raccogliere offerte, che una volta, i soldi erano scarsi, consisteva in un salametto, visto che quasi tutti facevano la mazza. Questi salametti venivano fatti cuocere in un Ristorante e si imbandiva la Pasquiròla.

 

Oggi è organizzato seriamente e tutti i conti, sotto la responsabilità dei membri del Carnevale, devono essere presentati al Municipio, col quale si conviene a chi versare un eccesso, e a quale scopo. Poi il resto viene versato su un libretto della Banca Raiffeisen del paese e custodito dallo stesso Municipio. Ma tralascio di dire che al momento della organizzazione, chi intende partecipare deve versare una tassa, di solito di 2.- franchi che serviranno per i necessari anticipi per il banchetto. Al termine la somma sarà retrocessa. Ora però le offerte sono solo in moneta, quindi il banchetto è organizzato al Teatro. Poi normalmente segue un minicorteggio. La sera ballo fino alle 23.00, con la Bandella.

 

Quasi alla fine vi è il Ballo di Zan, al termine del quale, lui viene sollevato dalla platea fino alla banconata fra gli applausi di tutti. Normalmente lo Zan è un ragazzo che per l’ultima volta, per l’età, può far parte del Comitato. Buonissima tradizione che deve essere conservata e tramandata”.

 

(Memorie dattiloscritte di Rito Sartori, inedito)

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Carnevale
© Archivio Storico della Memoria – ADMA

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Ultimo aggiornamento della pagina: 05.03.2011
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